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Bonus colonnine domestiche 2026: requisiti, domanda e come verificare la wallbox

Blog | Incentivi, mobilità elettrica e impianti

Il Bonus colonnine domestiche 2026 riconosce un contributo pari all'80% delle spese ammissibili, entro 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per i condomìni. Prima dell'acquisto, però, occorre verificare beneficiario, date, pagamenti, installazione e modello esatto della wallbox nell'elenco GSE vigente alla domanda.

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Elettricista che verifica una wallbox domestica, il quadro elettrico e la linea dedicata alla ricarica di un veicolo
Il contributo riguarda un intervento completato e documentato: dispositivo, impianto, posa, pagamenti e dichiarazione di conformità devono descrivere la stessa installazione.

Quadro normativo e operativo verificato al 16 settembre 2026.

Il Bonus colonnine domestiche è un contributo diretto per l'acquisto e la posa di infrastrutture di ricarica a potenza standard. Non è una detrazione fiscale, non prenota una somma prima dei lavori e non finanzia il solo acquisto di una wallbox lasciata nella confezione. Per l'annualità 2026 l'installazione deve essere completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026; la domanda si presenta dopo la spesa e dopo la posa.

Lo sportello 2026 apre alle ore 12:00 del 22 settembre 2026 e chiude alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027. Le risorse disponibili per l'annualità sono complessivamente pari a 15 milioni di euro. In caso di insufficienza, le domande sono ammesse all'istruttoria secondo l'ordine cronologico di presentazione: arrivare presto può contare, ma una domanda veloce e incompleta non diventa per questo ammissibile.

La novità tecnica più delicata è nell'articolo 4 del decreto direttoriale MIMIT 4 agosto 2026: per il 2026 il dispositivo deve rispettare i requisiti minimi dell'articolo 4 della deliberazione ARERA 541/2020/R/eel e risultare incluso nell'elenco ufficiale GSE vigente alla data della domanda. Marca e nome commerciale, da soli, non bastano: devono coincidere modello, versione, configurazione ed eventuali dispositivi esterni richiesti.

La risposta breve: percentuale, massimali e date

I numeri da controllare prima di ordinare l'infrastruttura.
Voce Regola 2026
Contributo 80% delle spese ammissibili effettivamente sostenute e documentate.
Persona fisica Massimo 1.500 euro per richiedente.
Condominio Massimo 8.000 euro per posa sulle parti comuni.
Completamento Installazione terminata dal 26 giugno al 31 dicembre 2026.
Domanda Dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027.
Risorse 2026 15 milioni di euro, tra residui 2025 e stanziamento 2026.

Il massimale limita il contributo, non il costo dell'opera. Se una persona fisica sostiene 1.000 euro di spese tutte ammissibili, il contributo teorico è 800 euro. Se ne sostiene 3.000, l'80% sarebbe 2.400 euro, ma il limite resta 1.500 euro. Il calcolo definitivo dipende dall'istruttoria sulle singole voci.

Chi può presentare la domanda

I beneficiari sono le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni quando la posa interessa le parti comuni individuate dagli articoli 1117 e 1117-bis del Codice civile. Imprese e società non accedono a questa misura in quanto tali; anche il titolare di una ditta individuale non può presentare la richiesta come impresa.

Per la persona fisica l'infrastruttura deve essere destinata a uso esclusivamente privato e non accessibile al pubblico. In condominio deve essere a uso collettivo dei condòmini, sempre non accessibile al pubblico. Il dispositivo deve essere installato in Italia e in un'area nella piena disponibilità del beneficiario: il titolo e la concreta disponibilità dello spazio vanno quindi chiariti prima dei lavori, non al caricamento della domanda.

Il bonus segue il beneficiario e l'installazione reale. Non basta che la fattura riporti la parola “wallbox”: richiedente, conto di pagamento, luogo, dispositivo e documenti dell'impianto devono rimanere coerenti.

Quali spese possono rientrare

Il decreto ammette l'acquisto e la posa dell'infrastruttura e consente di includere, quando necessari e pertinenti:

  • installazione della colonnina o wallbox;
  • impianti elettrici e opere edili strettamente necessarie;
  • monitoraggio, controllo e gestione della ricarica, anche con dispositivi separati;
  • componenti necessari alla connessione e alla gestione della rete elettrica, quando pertinenti;
  • progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;
  • connessione alla rete mediante attivazione di un nuovo POD.

Non sono invece ammissibili, tra l'altro, imposte, tasse e oneri; consulenze diverse dalle prestazioni tecniche espressamente previste; terreni e immobili; beni o servizi estranei alle categorie ammesse; autorizzazioni edilizie; costi di esercizio e interventi di costruzione non riconducibili alle opere strettamente necessarie.

La formula “strettamente necessarie” impedisce di trasformare la posa della wallbox in una ristrutturazione generale del garage. Una linea dedicata, una protezione o un ripristino localizzato possono essere funzionali; il rifacimento indiscriminato di ambienti e impianti richiede una separazione chiara delle voci. Preventivo, progetto, fattura e relazione finale devono consentire all'istruttore di capire che cosa è stato realizzato e perché.

Pagamenti: tracciabili, intestati e senza finanziamento

Le spese devono essere pagate da un conto intestato al beneficiario con bonifico bancario, SEPA Credit Transfer oppure carta di credito o di debito intestata al medesimo soggetto. Il contante non è ammesso. Alla domanda servono gli estratti conto dai quali risultino i pagamenti; in alternativa è prevista una lista movimenti con timbro dell'istituto e firma del funzionario su ogni pagina, ferma la possibilità di richiedere successivamente gli estratti.

Il decreto stabilisce inoltre che le spese non possono essere effettuate mediante finanziamento. Una carta di credito intestata al beneficiario è espressamente ammessa; un contratto di finanziamento o una rateizzazione finanziaria dell'acquisto è un caso diverso e va escluso dalla struttura di pagamento delle spese richieste a contributo.

Non è possibile cumulare il Bonus colonnine domestiche con altre agevolazioni, anche fiscali, nazionali, regionali o dell'Unione europea riferite alla stessa spesa. La stessa fattura o la stessa quota di costo non può quindi essere usata due volte. Se l'intervento comprende lavori ulteriori, le voci devono essere separate e il perimetro dell'altra agevolazione verificato documentalmente.

La wallbox deve essere nuova, installata e a potenza standard

L'infrastruttura deve essere nuova di fabbrica, acquistata e installata. La misura riguarda dispositivi a potenza standard: nel quadro europeo delle infrastrutture per combustibili alternativi, il punto di ricarica a potenza standard trasferisce elettricità con potenza pari o inferiore a 22 kW. La potenza nominale non è però l'unico dato di progetto.

Prima della scelta vanno verificati almeno disponibilità di potenza, monofase o trifase, linea e protezioni, messa a terra, coordinamento con l'impianto esistente, ambiente di posa, accessibilità, ventilazione, gestione dei carichi, compatibilità del veicolo e indicazioni del costruttore. In condominio si aggiungono distribuzione, contabilizzazione, usi collettivi, percorsi delle condutture e coordinamento con le parti comuni.

Al termine l'installatore abilitato deve rilasciare la dichiarazione di conformità prevista dall'articolo 7 del D.M. 37/2008, completa degli allegati applicabili. La DiCo non è un modulo da chiedere dopo: nasce da un lavoro eseguito da impresa abilitata, secondo progetto o schema, regola dell'arte e verifiche finali.

Il requisito decisivo del 2026: elenco GSE vigente alla domanda

Per l'annualità 2026 il decreto collega l'ammissibilità a due condizioni congiunte:

  1. rispetto dei requisiti minimi dell'articolo 4 della deliberazione ARERA 541/2020/R/eel e successive modificazioni;
  2. inclusione del dispositivo nell'elenco ufficiale GSE vigente alla data di presentazione della domanda.

Il controllo va svolto sul modello effettivamente acquistato. Se l'elenco distingue versioni, alimentazione, potenza, connettività, programmazione oraria o dispositivo esterno, questi elementi devono coincidere con la configurazione installata. Una fattura generica o una scheda commerciale riferita a un'intera famiglia può non dimostrare la corrispondenza.

GDC e NO GDC: entrambi gli elenchi sono rilevanti

Il GSE pubblica un elenco dei dispositivi dotati di gestione dinamica del carico, indicati come GDC, e uno dei dispositivi che ne sono sprovvisti, indicati come NO GDC. La dicitura NO GDC non significa “non ammesso”: descrive l'assenza di quella funzionalità. Anche questi prodotti possono soddisfare il requisito del 2026 se presenti nell'elenco ufficiale vigente e se rispettano tutte le altre condizioni della misura.

Esempi verificati nei PDF GSE di maggio 2026; non sono raccomandazioni commerciali né un elenco esaustivo.
Elenco maggio 2026 Esempi riscontrati Che cosa verificare
NO GDC ALPHAMOBILITY 07 EVC; famiglie MIKEVSE Basic ed Essential. Versione, alimentazione, potenza, connessione, programmazione oraria ed eventuale dispositivo esterno.
GDC ABB Terra AC Wallbox; configurazioni ALFEN EVE; ALPHAMOBILITY 13 EVC, 14 EVC e 15 EVC. Esatta denominazione della configurazione e componenti necessari alla gestione dinamica del carico.

I due PDF consegnati sono aggiornati a maggio 2026 e riportano che i dati sono indicativi, invitando a consultare le schede del costruttore. Sono quindi una fotografia utile per il controllo preliminare, non la prova finale. Un modello presente a maggio deve essere ricontrollato il giorno della domanda; un modello assente a maggio non può essere dichiarato escluso senza consultare l'elenco successivamente vigente.

La presenza nell'elenco, inoltre, non sana una data errata, un pagamento non ammesso, una fattura incompleta, un impianto non conforme o un uso pubblico. Il modello è una condizione necessaria del 2026, non l'intera istruttoria.

Domanda online: una sola richiesta e documenti già pronti

La domanda viene presentata esclusivamente sulla piattaforma indicata da MIMIT e Invitalia, con accesso tramite SPID, CIE o CNS. Ciascun beneficiario può presentare una sola domanda. Se la prima è dichiarata improcedibile, la disciplina consente una sola ulteriore presentazione entro la chiusura dello sportello e nei limiti delle risorse; non è una possibilità per correggere senza conseguenze una pratica preparata in modo approssimativo.

Per la persona fisica occorre preparare almeno:

  • documento di identità e codice fiscale;
  • fatture elettroniche in formato XML acquisite dal portale dell'Agenzia delle Entrate, salvo il caso documentato di fornitore esonerato;
  • estratti conto o documentazione bancaria alternativa ammessa;
  • relazione finale sull'investimento e sulle spese sostenute;
  • dichiarazione di conformità dell'installazione ai sensi del D.M. 37/2008;
  • IBAN di un conto intestato al beneficiario e PEC valida per l'intero procedimento.

Per il condominio si aggiungono codice fiscale del condominio, documento e dichiarazione dell'amministratore in possesso dei requisiti di legge o del condomino delegato nei condomìni fino a otto partecipanti, nonché delibera autorizzativa sulle parti comuni e dichiarazione che la delibera non è stata impugnata nel termine previsto.

Al termine dell'invio il sistema rilascia una ricevuta. Lo stato è consultabile nell'area riservata. Il contributo viene concesso ed erogato in un'unica soluzione dopo l'istruttoria; non è un rimborso immediato garantito dal semplice caricamento.

Tre casi applicativi

Persona fisica: wallbox da 2.400 euro

Se dispositivo, posa e voci accessorie sono tutte ammissibili, l'80% sarebbe 1.920 euro. Il massimale personale riduce però il contributo a 1.500 euro. La spesa deve essere già pagata con modalità ammessa e l'installazione completata nel periodo 2026.

Condominio: due punti di ricarica sulle parti comuni

Il limite è 8.000 euro per il condominio, non 8.000 euro per ogni condòmino o per ogni punto. Occorrono uso collettivo, delibera e documenti condominiali; fatture, pagamenti, DiCo e relazione devono riferirsi al medesimo intervento sulle parti comuni.

Modello presente nel PDF di maggio ma domanda a novembre

La stampa di maggio non chiude la verifica. Prima dell'invio di novembre bisogna consultare l'elenco GSE allora vigente e confrontare il modello completo. Se il prodotto richiede un dispositivo esterno o una configurazione specifica, anche questa corrispondenza va documentata.

Checklist prima dell'acquisto e prima dell'invio

  1. Il richiedente è una persona fisica residente o un condominio per le parti comuni?
  2. L'area è in Italia, nella piena disponibilità del beneficiario e non accessibile al pubblico?
  3. L'infrastruttura è nuova di fabbrica, a potenza standard e sarà acquistata e installata?
  4. Modello, versione e configurazione risultano nell'elenco GSE vigente alla data prevista per la domanda?
  5. La data di completamento rientra tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026?
  6. Preventivo e fatture separano le voci ammissibili da lavori o costi estranei?
  7. Il pagamento parte da un conto intestato al beneficiario con una modalità ammessa e senza finanziamento?
  8. La spesa non è stata usata per altre agevolazioni?
  9. L'impresa è abilitata e rilascerà DiCo e allegati coerenti con l'opera?
  10. Fatture XML, estratti, relazione finale, PEC e IBAN sono pronti?
  11. Per il condominio, delibera, dichiarazioni e soggetto delegato sono correttamente documentati?
  12. Prima dell'invio sono stati ricontrollati pagina MIMIT, FAQ, piattaforma Invitalia ed elenco GSE aggiornato?

Controlli successivi: il fascicolo non finisce con il bonifico

Il MIMIT ha disciplinato controlli documentali successivi all'erogazione. Il beneficiario deve conservare un fascicolo coerente e rispondere alle eventuali richieste: documenti incompleti, dichiarazioni non veritiere, difformità dell'infrastruttura o cumulo non consentito possono condurre alla revoca totale o parziale e al recupero delle somme.

Conviene conservare non soltanto fattura e ricevuta della domanda, ma anche preventivi, ordine, schede e identificativi del prodotto, fotografia della targa, prova dell'elenco GSE consultato alla data dell'invio, progetto o schema, DiCo e allegati, verbali e collaudi, relazione finale, pagamenti e documenti condominiali. La verifica di ammissibilità e quella tecnica devono raccontare la stessa opera.

Fonti ufficiali consultate