Vai al contenuto

Incentivo Regione Abruzzo 2026: contributi a fondo perduto per sostituire gli impianti termici

Blog | Incentivi, energia e impianti

La Regione Abruzzo ha destinato 3,5 milioni di euro a contributi a fondo perduto che si sommano al Conto Termico 3.0. Dal 15 settembre 2026 sarà possibile richiederli per sostituire determinati generatori a biomassa o gasolio con impianti a basse emissioni.

Regione Abruzzo | fondo perduto | Conto Termico 3.0 | pompe di calore | biomassa

Sostituzione di un impianto di riscaldamento obsoleto con pompa di calore, sistema ibrido o generatore a biomassa incentivati dalla Regione Abruzzo
Il contributo regionale a fondo perduto integra il Conto Termico 3.0, entro i massimali previsti e senza superare il 100% della spesa ammissibile.

A cura dell’Arch. Nicola Esposto

La Regione Abruzzo ha approvato un Avviso per sostituire gli impianti termici civili più inquinanti con generatori a basse emissioni. Il punto più rilevante è la presenza di un contributo regionale a fondo perduto che si aggiunge all’incentivo nazionale del Conto Termico 3.0.

Il finanziamento complessivo dell’Accordo tra Regione e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è pari a 5 milioni di euro; le risorse destinate specificamente a questo Avviso sono 3,5 milioni di euro. Il cumulo tra incentivo GSE e contributo regionale può arrivare fino al 100% della spesa ammissibile, nel rispetto dei massimali stabiliti per ciascuna tecnologia.

“A fondo perduto” non significa però contributo anticipato o automaticamente spettante. La misura funziona a rimborso: occorre presentare la domanda, risultare ammessi, realizzare correttamente l’intervento, ottenere il Conto Termico 3.0 e superare la verifica della rendicontazione regionale.

La novità: fondo perduto regionale più Conto Termico 3.0

Il contributo regionale non sostituisce il Conto Termico 3.0, ma lo integra. In condizioni ordinarie il beneficiario deve essere anche assegnatario dell’incentivo GSE. La Regione determina quindi la propria quota considerando la spesa ammessa e l’importo riconosciuto dal GSE.

La somma dei due contributi non può superare il 100% della spesa ammissibile, comprese le spese tecniche e accessorie riconosciute. Si applicano inoltre i massimali regionali riportati nell’Avviso.

Per lo stesso intervento il richiedente deve dichiarare di non utilizzare altri incentivi, comprese le detrazioni fiscali. Non è quindi possibile sommare liberamente questa misura, Conto Termico e bonus edilizi fino a superare il costo sostenuto.

L’Avviso disciplina anche un’ipotesi eccezionale: se il GSE non potesse erogare l’incentivo esclusivamente per esaurimento del contingente finanziario e conseguente indisponibilità del portale, la Regione adotterebbe il meccanismo sostitutivo descritto negli atti. Questa possibilità non opera in caso di rigetto GSE dovuto alla mancanza dei requisiti tecnici o amministrativi.

Quanto può riconoscere la Regione

I massimali sono riferiti alla sola quota regionale a fondo perduto. L’importo effettivo dipenderà dalla spesa riconosciuta, dall’incentivo GSE e dal limite complessivo del 100%.

Nuovo generatore Massimo contributo regionale
Termocamino a biomassa 5 stelle € 4.000
Stufa a biomassa 5 stelle € 3.000
Caldaia a biomassa 5 stelle € 5.000
Pompa di calore elettrica o a gas, anche geotermica € 6.000
Pompa di calore elettrica con fotovoltaico e accumulo € 15.000
Sistema ibrido € 5.000

Il massimale non è una cifra forfettaria garantita. Se, per esempio, l’incentivo GSE copre già una parte consistente della spesa ammissibile, la quota regionale viene limitata all’importo necessario per non superare il costo riconosciuto.

Chi può presentare la domanda

Possono partecipare le persone fisiche che:

  • risiedono in un Comune della Regione Abruzzo;
  • sono proprietarie, comproprietarie, detentrici o utilizzatrici dell’immobile;
  • intervengono su un’unità immobiliare a destinazione residenziale situata nel territorio regionale;
  • possiedono tutti i requisiti al momento della domanda.

È ammessa una sola richiesta per ciascuna unità abitativa. Se il richiedente non è proprietario deve presentare l’autorizzazione del proprietario o dei comproprietari, utilizzando la modulistica prevista dalla piattaforma.

Quali impianti obsoleti possono essere sostituiti

L’Avviso non riguarda indiscriminatamente qualsiasi vecchia caldaia. Sono indicati:

  • camini aperti, stufe e caldaie a legna o pellet, con potenza al focolare non superiore a 35 kW, classe ambientale fino a 4 stelle oppure privi di certificazione;
  • impianti di riscaldamento alimentati a gasolio.

Le normali caldaie alimentate a gas naturale non figurano tra i generatori da sostituire. Non è ammessa neppure la sola nuova installazione: l’intervento deve comprendere la rottamazione del vecchio generatore e il contestuale acquisto e montaggio del nuovo impianto.

Quali nuovi impianti sono incentivati

I nuovi impianti devono rispettare il D.M. 7 agosto 2025, le Regole applicative del Conto Termico 3.0 e le condizioni tecniche del GSE.

Generatori a biomassa

Sono previsti termocamini, stufe e caldaie a biomassa con classificazione ambientale a 5 stelle, riconducibili all’intervento III.C del Conto Termico 3.0.

Pompe di calore

Sono previste pompe di calore elettriche o a gas che utilizzano energia aerotermica, geotermica o idrotermica, riconducibili all’intervento III.A.

Pompa di calore con fotovoltaico e accumulo

L’Avviso comprende l’installazione congiunta di una pompa di calore elettrica, di un impianto fotovoltaico di alimentazione e del relativo sistema di accumulo, secondo la combinazione degli interventi III.A e II.H.

Sistemi ibridi

Sono ammessi sistemi ibridi factory made o bivalenti e, nei casi previsti dal GSE, pompe di calore “add on”, riconducibili all’intervento III.B.

La presenza della tecnologia nell’elenco non garantisce da sola il contributo. Devono essere verificati l’abbinamento con il generatore sostituito, le prestazioni della macchina, la corretta configurazione dell’intervento e tutti i requisiti del Conto Termico 3.0. I cataloghi GSE degli apparecchi prequalificati possono semplificare l’iter, ma non sostituiscono la verifica del caso concreto.

I requisiti dell’edificio e del Conto Termico 3.0

Il GSE richiede che gli interventi siano realizzati su edifici o unità immobiliari esistenti, censiti al catasto edilizio urbano e dotati di un impianto di climatizzazione invernale esistente e funzionante alla data di entrata in vigore del decreto, cioè il 25 dicembre 2025.

Un edificio privo di impianto di riscaldamento, oppure con impianto non funzionante alla data richiesta, non soddisfa il requisito generale indicato dal GSE. Il nuovo impianto deve inoltre essere registrato nel catasto regionale degli impianti termici, quando presente. Devono essere conservati anche gli eventuali titoli autorizzativi e abilitativi necessari.

Questi controlli vanno effettuati prima di ordinare il generatore: il successivo rigetto della pratica GSE potrebbe compromettere anche l’incentivo regionale.

Quando e come presentare la domanda

Lo Sportello digitale della Regione Abruzzo sarà attivo dal 15 settembre 2026 fino all’esaurimento dei fondi. Nell’Avviso pubblicato non è indicato un orario di apertura: è opportuno controllare la pagina regionale nei giorni precedenti.

La procedura è articolata in due fasi.

Fase A: richiesta del contributo

Per accedere servono SPID di livello 2 oppure CIE. È possibile utilizzare un delegato munito di identità digitale, caricando la delega sottoscritta; in tal caso tutte le comunicazioni saranno indirizzate al delegato.

Nella prima fase devono essere inseriti:

  • dati del richiedente e dell’immobile;
  • caratteristiche del generatore esistente e di quello da installare;
  • preventivo analitico delle spese ammissibili;
  • eventuale autorizzazione del proprietario;
  • riferimenti della marca da bollo da € 16.

Il sistema attribuirà un numero progressivo e registrerà data e ora della richiesta. L’istruttoria seguirà l’ordine cronologico di arrivo.

Fase B: lavori e rendicontazione

Dopo l’ammissione e la conclusione dell’intervento dovranno essere presentati, tra gli altri:

  • richiesta di accesso al Conto Termico 3.0 e lettera di ammissione del GSE;
  • fatture analitiche, con singole voci e non formulate semplicemente “a corpo”;
  • bonifici collegati alle fatture;
  • scheda tecnica del nuovo generatore;
  • dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008, quando prevista;
  • fotografie dello stato precedente e dell’intervento concluso;
  • prova dello smaltimento del vecchio generatore.

Per un camino aperto, se la vecchia canna fumaria non viene riutilizzata dal nuovo generatore, sono richieste la chiusura permanente, la relativa documentazione fotografica e un’apposita autocertificazione.

La regola del ±5% e il termine di 9 mesi

La spesa complessiva finale non può discostarsi di oltre il 5% in aumento o in diminuzione rispetto al preventivo presentato nella Fase A. È quindi importante predisporre un preventivo realistico, analitico e coerente con tutte le opere necessarie.

La rendicontazione deve essere completata entro 9 mesi dalla comunicazione regionale di ammissione. Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza automatica dal beneficio.

La documentazione originale deve essere conservata per cinque anni dopo l’erogazione. La Regione può effettuare controlli documentali e sopralluoghi durante i lavori e nei cinque anni successivi alla concessione.

Attenzione all’incongruenza relativa agli impianti a gasolio

Il testo dell’Avviso presenta un punto che merita un chiarimento ufficiale. Il paragrafo 2 include espressamente gli impianti a gasolio tra quelli sostituibili. La tabella del successivo paragrafo 3, che definisce gli abbinamenti tra vecchio e nuovo generatore a pena di inammissibilità, non riporta però il gasolio nella colonna delle tipologie esistenti.

La tabella sembra inoltre restringere l’abbinamento di pompe di calore e sistemi ibridi al camino aperto e al termocamino con classe inferiore a 5 stelle, mentre il paragrafo precedente usa una formulazione più ampia.

Prima di acquistare un nuovo impianto per sostituire un generatore a gasolio, o di adottare una combinazione non espressamente riportata nella tabella, è prudente ottenere un chiarimento scritto dalla Regione Abruzzo.

Checklist da preparare prima del 15 settembre

  1. Verificare residenza, titolo di proprietà o disponibilità dell’immobile.
  2. Identificare combustibile, potenza, modello e classe ambientale del vecchio generatore.
  3. Fotografare l’impianto esistente e la targhetta identificativa.
  4. Controllare edificio e intervento secondo il Conto Termico 3.0.
  5. Scegliere un nuovo generatore conforme e correttamente dimensionato.
  6. Predisporre un preventivo analitico compatibile con la tolleranza finale del ±5%.
  7. Preparare l’autorizzazione del proprietario, quando necessaria.
  8. Attivare SPID livello 2 o CIE e procurarsi la marca da bollo.
  9. Programmare lo smaltimento documentato del vecchio impianto.
  10. Controllare eventuali chiarimenti regionali e l’orario di apertura dello Sportello.

Il contributo non sostituisce il dimensionamento dell’impianto

Il massimale disponibile non dovrebbe determinare da solo la scelta della macchina. Una pompa di calore, un sistema ibrido o un generatore a biomassa devono essere verificati rispetto al fabbisogno dell’edificio, alle temperature dell’impianto di emissione, al clima locale, alla disponibilità elettrica, alla produzione di acqua calda sanitaria e alle modalità reali di utilizzo.

Una macchina sovradimensionata, sottodimensionata o incompatibile con radiatori, regolazione e rete esistente può consumare più del previsto e produrre un comfort insufficiente, anche se formalmente incentivabile. La verifica preliminare serve quindi a tutelare sia l’accesso ai contributi sia la qualità tecnica dell’intervento.

Nota informativa

Questo articolo fornisce informazioni generali sull’Avviso disponibile alla data di redazione. Non sostituisce la lettura degli atti ufficiali, delle eventuali FAQ regionali, delle Regole applicative GSE né la verifica tecnica e amministrativa riferita al singolo immobile e al generatore concreto.

Fonti ufficiali